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Gli ematomi post filler di acido ialuronico

da Dr. Andrea Armenti

Trattamento e Prevenzione

Lo scopo principale di quest’articolo è fare un po’ di chiarezza su uno degli argomenti che maggiormente preoccupa chi decide di sottoporsi a trattamenti di medicina estetica: gli ematomi post filler.

Negli ultimi anni l’utilizzo di filler dermici (leggi articolo sulla reologia dei filler di acido ialuronico) è notevolmente aumentato: siamo passati da 1,6 a 2,4 milioni di procedure annue! Questo ha conseguentemente comportato un aumento delle complicanze. 1

Negli USA la FDA ha un suo database in cui vengono registrate tutte le complicanze da filler: si chiama database MAUDE. In una ricerca effettuata dal 1973 al 2014 sono state identificate circa 3782 complicanze: percentuale fortunatamente bassa in rapporto al numero di trattamenti. 2


Quali sono le complicanze più frequenti e come possiamo classificarle? Possiamo classificare le complicanze da filler in base alla:

  • GRAVITA’: lieve, moderata o grave
  • NATURA:  ischemica e non ischemica (cioè se sono stati occlusi dei vasi sanguigni o meno)
  • TEMPO DI INSORGENZA: immediata (entro le 24 h) – precoce (tra le 24h e le 4 settimane) – tardive (tutto ciò che viene dopo le 4 settimane)

Gli ematomi (post filler), argomento del nostro articolo,  sono complicanze precoci, di natura non ischemica e la cui gravità può variare. Dopo un trattamento con filler La percentuale di persone che lo ha riportato può variare dal 19-24% o addirittura fino al 68%. 3

Bisogna sottolineare che gli studi che sono stati fatti fino ad oggi sono strettamente legati alle esperienze dei singoli professionisti poiché la medicina estetica è una scelta attiva della persona e la popolazione che decide di fare determinati trattamenti è solo una fetta della popolazione totale (mancano studi randomizzati).


COS’E’ UN EMATOMA?

1-Definizione

L’ematoma è una raccolta di sangue localizzata al di fuori dei vasi ematici. In seguito ad un evento traumatico (in questo caso ad esempio l’ago che viene inserito nel tessuto del paziente) il sangue fuoriesce dal sistema circolatorio e si accumula nel tessuto. La grandezza e la “gravità” della formazione di un ematoma dipenderanno da vari fattori: dimensioni del vaso interessato (capillari, vene o arterie); entità del trauma, caratteristiche del tessuto in cui si forma e capacità di coagulazione.

2-Stadiazione dell’ematoma

I lividi una volta formati cambieranno colore sulla base del loro grado di assorbimento. La variazione del colore è data dal diverso stadio di degradazione dell’emoglobina (la proteina contenuta nei globuli rossi responsabile del loro colore rosso). Quindi, a seconda del colore che avrà un ematoma possiamo capire a che stadio si trova (se è “fresco”, recente o pregresso”.

Vediamo i colori nel dettaglio:

  • ROSSI o rosa :  La pelle potrebbe iniziare a mostrare una sfumatura rossa o rosa perché il sangue, si sta infiltrando nei tessuti. Solitamente questo stadio non dura mai a lungo.
  • VIOLA SCURO O BLU: quando i globuli rossi iniziano a disaggregarsi, il livido assumerà un colore viola scuro o blu. Sono i macrofagi, un tipo di globuli bianchi, a condurre la “demolizione” dei globuli rossi. (La colorazione viola è anche il risultato della rapida perdita di ossigeno delle cellule ematiche che si infiltrano nei tessuti e proprio per questo danno al sangue una sfumatura blu).
  • VERDI: un livido verde solitamente è uno dei primi segni della sua guarigione. Mentre il corpo continua a disaggregare quelle cellule ematiche, trasforma l’emoglobina in biliverdina, un pigmento biliare che dà alla pelle una colorazione verde.
  • GIALLI O MARRONI: una volta che raggiunge questa fase di colorazione il livido è quasi completamente guarito. La biliverdina viene trasformata in emosiderina e bilirubina, (altri sottoprodotti della scomposizione dell’emoglobina) che danno alla pelle un aspetto giallo o marrone. Una volta che tutti i contenuti dei globuli rossi sono riassorbiti dal corpo, il livido non sarà più visibile.

3- Varianti “quantitative” dell’ematoma

Il versamento ematico può avere varie dimensioni: a seconda di questo è definito in altri modi:

  • Ematoma: accumuli di sangue nei tessuti o nelle cavità con dimensioni che superano i 2 cm di diametro (interessati vasi di medio e grande calibro).
  • Ecchimosi: dimensioni comprese tra 1 e 2 cm  (interessati vasi di piccolo calibro).
  • Porpora: dimensioni con un diametro compreso tra 3 mm ed 1 cm .
  • Petecchia: dimensioni inferiori ai 3mm.

COME EVITARE LA COMPARSA DI EMATOMI PRIMA DI UN TRATTAMENTO

1-Assunzione di alcuni tipi di farmaci

Prima di qualsiasi trattamento è importante effettuare una buona anamnesi: questo perchèl’utilizzo di alcuni farmaci anticoagulanti (ad esempio l’aspirina, il warfarin e il clopidrogel, il dabigatran, l’enoxaparina, la ticlopidina ed il dipiridamolo) può aumentare il rischio di ematomi. Se questi farmaci non possono essere interrotti (perchè curativi di altre patologie) il rischio di ematomi è aumentato. Sulla base di questa considerazione, è fondamentale il consulto con il proprio medico prima di effettuare un trattamento estetico4.

2-Ciclo mestruale

Un’ altra cosa da tenere in considerazione prima di effettuare il filler è che la donna, durante il periodo mestruale, ha una un tempo di coagulazione più allungato. Questo comporterà una maggiore probabilità di formare ematomi dopo la procedura.

3-Tecnica di infiltrazione

Per quanto riguarda gli strumenti che il medico utilizza durante il trattamento, la percentuale di insoergenza degli ematomi post filler è correlata alle zone del viso e alla dimensione degli aghi da utilizzare. L’angolo della mandibola ha una percentuale di capillari inferiore rispetto alle labbra: per cui, pungere quella zona, comporterà un rischio minore rispetto a pungere le labbra. L’utilizzo di un ago di piccolo calibro avrà minori probabilità rispetto all’uso di un calibro più grande. Con la cannula (uno strumento non tagliente in punta) invece questa probabilità viene abbassata (questo perché la cannula ha una punta tonda e smussa5.


COME EVITARE LA COMPARSA DI EMATOMI DOPO UN TRATTAMENTO

E’ chiaro che è molto difficile pensare che nessun capillare venga “interessato” durante il trattamento, pertanto di seguito analizzeremo dei comportamenti che possono minimizzare il rischio di ematomi post filler:

Evitare di eseguire attività fisica intensa

  • perché l’esercizio aumenta la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. Ciò porta ad una vasodilatazione generale che rende più difficile la formazione del cosiddetto “tappo di piastrina” e di conseguenza una più difficile riparazione dei vasi danneggiati dall’iniezione.

Evitare di toccare l’area di iniezione per le prime 6 h

  • fare pressioni sulle parti trattate aumenterà la probabilità di ulteriori traumi ai vasi sanguigni e la loro riapertura6.

Evitare di mettere il ghiaccio

Questa è una raccomandazione che può apparire in contrasto con “la saggezza popolare”: spieghiamolo meglio allora.

Il ghiaccio va messo dopo traumi osteoarticolari o importanti traumi di tessuti dove sono presenti legamenti e muscoli. Il suo scopo è quello di addormentare la parte dolorante poiché il freddo produce un’azione antinfiammatoria ed analgesica (anche se temporanea) considerando che l’ipotermia a livello della pelle impedisce la trasmissione degli impulsi dolorosi. Inoltre il ghiaccio è utilizzato per alleviare il gonfiore : l’effetto antiedemigeno è collegato alla vasocostrizione indotta, che impedisce lo stravaso di sangue nei tessuti. Per questo motivo l’applicazione del ghiaccio dopo traumi è accettata e validata. 

Tuttavia, l’oggetto del nostro articolo NON riguarda gravi traumi ma un semplice ago (o cannula) inseriti nel tessuto: qui di seguito spieghiamo perché non va messo il ghiaccio dopo il loro inserimento.

Grazie ad un’accurata e minuziosa ricerca in diversi articoli scientifici, si è evidenziato che, applicando del ghiaccio si ha una vasocostrizione iniziale. Subito dopo si ha una vasodilatazione compensatoria: la vasodilatazione (che tra l’altro aumenta anche la temperatura cutanea, ricordate i geloni dopo il freddo, ndr) porta alla formazione dell’ematoma .

Quindi, dopo infiltrazione di filler con aghi o cannule, NON deve essere applicato del ghiaccio, né prima né dopo. Se si applica il ghiaccio si contribuirà alla FORMAZIONE dell’ematoma.


E’ COMPARSO COMUNQUE UN EMATOMA. COME TRATTARLO

A grandi linee, gli ematomi post filler si assorbono spontaneamente (di solito entro i 15/20 gg). Tuttavia è possibile accelerare questo processo con alcuni tipi di trattamenti. Andiamo ad analizzarli singolarmente:

1- CREME TOPICHE

In commercio esistono numerose creme che accelerano il riassorbimento di un ematoma; Esistono creme/gel su base farmacologica e su base vegetale.

KELAIRON© e HIRUDOID©

Questi, sono delle creme gel su base farmacologica, con una loro validazione scientifica e una precisa indicazione sul loro utilizzo. Vengono applicate topicamente sulla zona interessata dall’ematoma circa due volte al giorno e servono esclusivamente a velocizzarne il riassorbimento. 

ARNICA E BROMELINA

Sono sostanze di derivazione vegetale, molto consigliate dalla “saggezza popolare” come rimedio per alleviare il dolore dopo un trattamento e per prevenire e TRATTARE gli ematomi post-filler. 

Ma funzionano veramente?

In un articolo scientifico (in cui , oltre a riesaminare la letteratura a riguardo, è stata valutata l’efficacia di arnica e bromelina nell’accelerare il processo di guarigione dei lividi ) non sono stati riscontrati risultati tali da supportare la loro efficacia7. Pertanto non possiamo affermare con certezza che funzionino.

2- ALTRE SOSTANZE

Altri consigliano di effettuare trattamenti a base di sostanze vegetali quali la Papaya, l’aloe, la vitamina K e la Vitamina C, ma ad oggi non ci sono studi scientifici validati (e molti hanno risuktati contrastanti). Per questo motivo la loro applicazione su un ematoma con il fine di farlo riassorbire rimane confinata nella personale  e non scientifica discrezione della persona.


COME COPRIRE UN EMATOMA CON IL MAKE-UP

Il make-up è un valido alleato : vi ricordate, quando all’inizio dell’articolo, abbiamo parlato della stadiazione dell’ematoma con le sue varie colorazioni? Vediamo concretamente come coprire un livido tramite l’utilizzo di correttori colorati:

  • VERDE: è indicato per tutte le discromie tendenti al rosso.
  • ARANCIO: si utilizzerà questa colorazione se l’ematoma sarà prevalentemente di colore bluastro
  • GIALLO: il giallo è il colore complementare del viola; pertanto si utilizzerà nel caso in cui l’ematoma sia tendente al violaceo. 

E’ importante tenere presente che, per ottenere la coprenza desiderata, bisogna stratificare il prodotto tamponandolo delicatamente sulla zona; questo permetterà anche il suo fissaggio e la durata nel corso della giornata. L’utilizzo del make-up è determinante perché, nel caso in cui fosse presente un livido, garantisce alla persona una ripresa totale delle proprie attività quotidiane.


CONCLUSIONI

Il numero di trattamenti di medicina estetica è cresciuto molto negli ultimi anni e continua ad essere un trend in aumento. Molti studi lo confermano: vedersi più belli, o comunque migliorare una parte di sé, aumenta l’autostima, migliora l’atteggiamento nei confronti degli altri e riduce ansia e depressione. 

Le persone che si sottopongono a trattamenti di medicina estetica hanno alte aspettative e tutto ciò che può potenzialmente inficiarle (l’ematoma ed il livido sono la paura più grande) viene temuto ed è origine di ansia e paura prima del trattamento. 8

Poichè il viso è una delle parti del corpo più vascolarizzate, è impossibile pensare che non si possano formare lividi dopo l’inserimento di un ago (in più punti e più volte). Tuttavia, fortunatamente, i progressi della medicina estetica hanno ridotto il “down time” post-trattamento (il tempo di recupero dopo la procedura,ndr) e le tecniche iniettive sono più raffinate e precise.

TAKE-HOME MESSAGES

Pertanto, in conclusione, due sono le cose importanti da tenere sempre presente:

1) Affidarsi ad un professionista che applichi la tecnica migliore e faccia il possibile per evitare le zone pericolose del viso

2) Sapere bene cos’è un ematoma e come trattarlo (perché conoscere bene un qualcosa significa non averne paura e saperlo affrontare).

Si spera che questo articolo abbia soddisfatto il secondo punto (informare e formare le persone su cosa sono e su come si trattano gli ematomi post-filler) e dato le basi per soddisfare il primo.

© Copyright di Andrea F. Armenti | Tutti i diritti riservati | Vietata la riproduzione e copia parziale o totale


Fonti

  1. American Society of Plastic Surgeons: 2014 Plastic-surgery statistics report. Available at: http://www.plasticsurgery.org/
  2. Arisa E Ortiz, Analysis of U.S. Food and Drug Administration Data on Soft-Tissue Filler Complications Dermatol Surg 2020 Jul;46(7):958-961
  3. Glogau RG, Kane MAC. Effect of injection technique on the rate of local adverse events in patients implanted with non animal hyaluronic acid gel dermal fillers. Dermatol Surg. 2008;34(s1):S105 S109
  4. Kirkorian AY, Moore BL, Siskind J, Marmur ES. Perioperative management of anticoagulant therapy during cutaneous surgery: 2005 Survey of Mohs Surgeons.Dermatol Surg. 2007;33(10):1189–1197.
  5. Fulton J, Caperton C, Weinkle S, Dewandre L. Filler injections with the blunt-tip microcannula. J Drugs Dermatol.2012;11(9):1098–1103
  6. Hamman, M. S., & Goldman, M. P. (2013). Minimizing bruising following fillers and other cosmetic injectables. The Journal of clinical and aesthetic dermatology, 6(8), 16-8. 
  7. Ho D, Jagdeo J, Is There a Role for Arnica and Bromelain in Prevention of Post-Procedure Ecchymosis or Edema? A Systematic Review of the Literature, 01 Apr 2016, 42(4):445-463
  8. Ezgi Özkur, Psychopathology among individuals seeking minimally invasive cosmetic procedures, J Cosmet Dermatol 2020 Apr;19(4):939-945

Illustration by Giuliano Aloisi


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